L'obiettivo della ricerca su un contenitore Polibox

In seguito alla collaborazione nata tra il Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e l’azienda SDS srl, si è valutato l’impatto ambientale del ciclo di vita di un contenitore isotermico Polibox. I contenitori Polibox sono ottenuti da polipropilene espanso (PPE). Un materiale atossico, leggero, resistente e 100% riciclabile. Non sono prodotti monouso, si possono utilizzare per movimentare alimenti caldi e freddi, sfusi o in Gastronorm. La sua composizione, 100% polipropilene espanso, permette di non usare altri materiali (come parti in metallo o in plastica) nella struttura del contenitore. Il contenitore Polibox è particolarmente utilizzato nei sistemi tradizionali di ristorazione collettiva. Il trasporto di Gastronorm 1/1 dalla cucina centralizzata alla sede satellite necessita di contenitori isotermici per garantire le caratteristiche termiche del prodotto. I vantaggi dei contentiori isotermici Polibox non sono solo a livello strutturale e di performance del contenitore ma portano vantaggi anche e soprattutto dal punto di vista logistico (contenitori più leggeri e impilabili).

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Che cos'è il life cycle assessment (LCA)?

Con il termine Life Cycle Assessment (LCA) si identifica il principale strumento operativo del “Life Cycle Thinking”.
Un metodo oggettivo per valutare e quantificare i carichi energetici e ambientali e gli impatti potenziali associati a un prodotto, a un processo o a un servizio, in tutto il suo ciclo di vita, dall’ottenimento delle materie prime fino allo smaltimento. Alla base della metodologia LCA esistono le norme ISO 14040:2006 e ISO 14044:2006 che definiscono gli step fondamentali per l’esecuzione dell’analisi. Le norme ISO fissano la struttura del LCA e definiscono 4 fasi per la sua attuazione:

Fase 1: Definizione dell’obiettivo e del campo di applicazione

Fase 2: Analisi dell’inventario (LCI Life cycle inventory)

Fase 3: Valutazione degli impatti (LCIA life cycle impact assesment)

Fase 4: Interpretazione.

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La filiera produttiva di un Polibox

La filiera produttiva di un contenitore isotermico si suddivide in 3 passaggi: upstream, core e downstream. 

Per upstream s’intende quel processo di produzione del polipropilene espanso ovvero della materia prima. Tutte attività che vengono svolte a monte della filiera, prima della creazione del contenitore isotermico, del suo trasporto e della sua commercializzazione.

Il settore downstream, invece, si trova a valle del processo. In questo settore rientrano le ettività di la distribuzione e la vendita sul mercato dei prodotti finiti. 

Rientrano nelle attività del core tutte le attività di trasporto e stoccaggio: ricezione della materia prima, stampaggio e imballaggio.

la filiera produttiva polibox

E’ stata definita come unità funzionale 1 Polibox 210 GN 8. Per definire le condizioni di utilizzo di un Polibox 210 GN 8 è stata ipotizzata la sostituzione di un comune box isotermico da 5 kg con un Polibox 210 GN 8 da 0,768 kg. L’obiettivo è quello di quantificare il risparmio in termini di riduzione di peso trasportato. Per valutare questo parametro sono state definite alcune variabili come:

  • Giorni di lavoro: 230 gg/anno
  • Chilometri percorsi: 10 km al giorno (5 km andata a pieno carico e 5 km per il tratto di ritorno a carico semi-vuoto)
  • Tipologia di mezzo utilizzato: veicolo commerciale EURO 5
  • Capacità di carico: 48 Contenitori per Gastronorm 1/1

Legame caldo nei Polibox

E' stato dimostrato che se trasportato correttamente nei contenitori Polibox, il pasto non necessita di essere mantenuto o rigenerato.

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Legame freddo nei Polibox 

Infine è stato dimostrato che se trasportato correttamente nei contenitori Polibox, il pasto non necessita di automezzo attivo. Si risparmia gas e carburante che si impiegherebbero nella refrigerazione.

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I vantaggi nella fase di utilizzo dei contenitori Polibox

I vantaggi di utilizzo del contenitore Polibox non risiedono soltanto nella sua fase di produzione in quanto il materiale utilizzato è il polipropilene espanso. Il vantaggio principale lo si identifica nella fase di utilizzo. Il peso ridotto (85% in meno dei contenitori tradizionali) implica una riduzione del carico pari al 27%, questo comporta quindi un risparmio in carburante e di conseguenza una riduzione delle emissioni

La maggior parte gli impatti dimostrati in percentuali positive (quindi negative per l’ambiente) sono derivanti dalla fase di estrazione della materia prima o dalla fase di trasformazione per la produzione del Polibox. L’unica materia prima utilizzata per la produzione dei contenitori Polibox è il polipropilene espanso (PPE), un materiale di derivazione petrolchimica e la fase di stampaggio richiede la produzione di vapore ad alte pressioni. Gli impatti derivanti dalla fase di stampaggio sono legati principalmente alla fase di estrazione e combustione di gas e in modo minore alla produzione di energia. A differenza di altri prodotti presenti sul mercato, i contenitori isotermici Polibox non sono composti da altre materie prime al di fuori del polipropilene espanso. L’impatto derivato dallo smaltimento del Polibox ha incidenza molto bassa se confrontato con l’intero ciclo di vita. Bisogna sottolineare che il contenitore Polibox essendo composto per il 100% da polipropilene espanso, è un contenitore isotermico 100% riciclabile.

Contenitori Polibox: - peso + prestazioni = - 32% Co2

Scegliendo 1 kg di PPE si risparmiano fino a 2,66 kg di CO2 eq. Questo è stato valutato sulla base dello studio condotto dall'Università considerando la fase di utilizzo. Sono stati confrontati due scenari, uno che prevede l’utilizzo di un Polibox e l’altro che prevede l’utilizzo di un contenitore isotermico comune nei 5 anni di vita previsti per questi contenitori.